In molti sistemi giuridici esiste la figura del terzo beneficiario. Si tratta di situazioni nelle quali due persone stipulano un contratto creando un diritto patrimoniale a favore di un terzo che non ha partecipato all'accordo, non lo ha firmato e, in molti casi, non conosce nemmeno la sua esistenza.
L'esempio più noto è l'assicurazione sulla vita: chi stipula la polizza designa beneficiari che acquisiscono diritti economici ancora prima di esserne a conoscenza. Ma il fenomeno si manifesta anche nei trust, nei piani pensionistici, nei conti payable on death, nei benefici lavorativi, negli accordi societari, nelle donazioni condizionate e in molte altre strutture patrimoniali moderne.
Dal punto di vista della proprietà non reclamata, questa figura è particolarmente interessante perché dimostra che un bene può essere giuridicamente collegato a una persona che, nella pratica, ne è completamente scollegata. Il problema, quindi, non è necessariamente l'assenza di un proprietario, bensì l'assenza di informazioni, notifiche o connessione tra il diritto e il suo titolare.
In alcuni casi, questa disconnessione può durare decenni, attraversando migrazioni, cambiamenti generazionali o perdite documentali, creando patrimoni che rimangono immobilizzati semplicemente perché nessuno è riuscito a identificare o localizzare le persone che ne avevano diritto.